Il diaframma, un metodo sicuro ma poco conosciuto

Diaframma: perché è sicuro, come funziona, come usarlo, manutenzione, vantaggi e svantaggi.

Poco diffuso, ma non per colpa sua!

Molte persone storcono la faccia quando si parla del diaframma. “E’ un pasticcio…E’ una noia…Non funziona mai…” Questo disprezzo è un po’ ridicolo poiché nel 1880, quando fu inventato, il diaframma era il principale mezzo per la liberazione delle donne da gravidanze non volute.

Fino agli anni cinquanta, quando si cominciò a parlare della pillola contraccettivae l’uso della spirale intrauterina (ossia lo IUD messo a punto nel ‘900) conobbe una certa diffusione, il diaframma era la precauzione più sicura a disposizione delle donne e a quell’epoca un terzo delle coppie americane lo usavano per il controllo delle nascite. Molte delle nostre madri lo usarono per trent’anni senza fare errori. Se poi l’uso del diaframma fosse sempre gradito è un’altra questione.

Oggi i sentimenti più positivi nei confronti della nostra sessualità e la crescente capacità di comunicare apertamente con gli uomini con i quali abbiamo rapporti sessuali ci mettono in grado di usare più facilmente il diaframma.

Se state per iniziare una relazione forse potete non desiderare di aggiungere immediatamente un diaframma alla vostra vita sessuale, ma dopo alcuni mesi, quando sarete più sciolte, potreste essere contente di abbandonare la pillola o la spirale intrauterina per un metodo che è efficace, se lo usate bene, e che non ha nessun effetto collaterale.

Se l’uso del diaframma non si è diffuso la ragione risiede nella scarsa conoscenza di questo metodo e nel fatto che non viene incentivato. Decidere di usare il diaframma richiede di rivolgersi al medico o al personale paramedico per sceglierne uno della misura giusta e per ricevere istruzioni per un uso corretto (come inserirlo e come toglierlo).

Speso i ginecologi non se la sentono di spendere del tempo per questo; inoltre molto spesso ritengono che pillola o IUD siano preferibili e che armeggiare col diaframma ad ogni rapporto sessuale sia una “seccatura”, alcuni poi lo ritengono un metodo “antiquato” (talvolta il medico trasferisce sui metodi contraccettivi i propri vissuti e le proprie impressioni circa la sessualità).

Un’altra ragione della scarsa diffusione del diaframma è che il mercato della contraccezione non è molto interessato a questo metodo.

Come acquistare il diaframma

La misura del diaframma dipende dalla profondità della vagina.

Attualmente in Italia è disponibile presso le farmacie un diaframma a misura unica con una speciale forma anatomica che si adatta a quasi tutte le donne, in particolare a quelle con una misura dai 65 agli 80 millimetri.

Consigliamo comunque di rivolgersi ad un medico che ne conosca l’uso o meglio ancora ad un consultorio per accertarvi che la misura sia compresa tra i 65 e gli 80 mm e  per poter provare a metterlo e toglierlo da sole così che, se avete dei problemi durante queste prove, il medico o il personale paramedico vi potrà aiutare.

Per le misure inferiori ai 65 o superiori agli 80 millimetri è possibile acquistare il diaframma su internet all’indirizzo: https://medesign.decliccando su “ginecologia e pessari” e poi inserendo “diaphragma” nella finestra “cerca”; su questo sito tedesco è possibile procurarsi diaframmi “Omniflex” ossia i modelli che si trovavano anche in Italia fino a poco tempo fa e sono disponibili le misure comprese tra i 60 e i 95 millimetri.

Come è fatto

Il diaframma, che deve essere usato sempre con una gelatina spermicida, è di morbido silicone, ha la forma di una coppa poco profonda, con una molla flessibile attorno al bordo esterno ed una sporgenza da un lato della coppa per facilitarne l’estrazione dalla vagina. Quando si inserisce nel modo giusto si sistema comodamente dietro all’osso pubico e al fornice posteriore della vagina.

Come funziona

Quando il diaframma è in loco e comprime la gelatina contro il collo dell’utero, gli spermatozoi non possono risalire nel canale cervicale e quelli che superano il bordo del diaframma si imbattono nella gelatina che li blocca. Quelli che rimangono in vagina muoiono dopo otto ore perché la vagina è un ambiente per loro ostile. E’ possibile spalmare con spermicida la parte esterna del diaframma per contribuire a bloccare gli spermatozoi che rimangono in vagina. Non usate il diaframma senza spermicidi.

E’ importante ricordare che il diaframma non protegge in alcun modo dalle malattie a trasmissione sessuale.

Efficacia

L’efficacia teorica del diaframma è del 97% circa; l’efficacia reale, che è dell’85-90%, dipende dai seguenti fattori: efficacia dello spermicida, misura giusta e buona manutenzione del diaframma, uso appropriato e costante. Importante è usarlo ad ogni rapporto sessuale, inserirlo prima della penetrazione e spalmarlo ogni volta con un prodotto spermicida. Anche se usato correttamente l’indice di fallimento è del 2% circa.

Reversibilità

Il diaframma non interferisce sulla fecondità. Semplicemente non usatelo se volete rimanere incinte.

Sicurezza

Il diaframma è del tutto innocuo. Alcune donne temono che il diaframma scivoli in fondo alla vagina e scompaia ma conoscendo meglio la nostra anatomia, sappiamo che la vagina finisce a un pollice dal collo dell’utero e il diaframma non ha lo spazio per scomparire. Il diaframma è sconsigliato a chi non ama toccarsi i genitali o crede che le sarebbe difficile adattarsi ad usarlo poiché probabilmente finirebbe per non metterlo affatto al momento del rapporto sessuale.

Potreste sentirvi imbarazzate le prime volte che inserite il diaframma in vagina ma appena vi abituerete e prenderete confidenza con questa parte del corpo che vi appartiene dovreste superare ogni ostacolo. Nel caso in cui la gelatina dia irritazioni alla vagina o al pene potete usare una marca diversa.

Come usare il diaframma

Il diaframma diventa via via più facile da usare con la pratica. Molte donne lo inseriscono da sole, magari in bagno prima del rapporto cercando di rendere il tutto molto spontaneo, molte altre sono contente di usarlo con il partner e lo inseriscono durante i preliminari sessuali. Questa collaborazione sembra che funzioni meglio nelle coppie che stanno insieme da tempo, se la vostra è una coppia che si lascia trascinare dai sensi è preferibile inserirlo prima, comunque per la maggior parte delle donne coinvolgere il partner è un modo più divertente e meno gravoso di usarlo.

Il diaframma può essere inserito anche due ore prima del rapporto sessuale poiché le gelatine mantengono il loro potere spermicida per 3 ore, ma se avete un rapporto subito dopo l’inserimento il metodo è già efficace.

Mettete un po’ di gelatina nella coppa, spargetela intorno ai bordi, poi avvicinate i due lati della coppa premendo saldamente il bordo tra pollice e medio, quindi accoccolatevi, con la mano libera scostate le labbra della vagina e inserite il diaframma con la crema rivolta verso il collo dell’utero.

Spingete col dito indice il bordo che sta più in basso finché sentite che il diaframma è andato a posto, potrete accertarvene toccando il contorno del collo dell’utero attraverso la soffice coppa. Se è ben collocato né voi né il vostro compagno dovreste sentirlo. Non usate lubrificanti a base di olio (per es. vaselina) perché possono danneggiare il prodotto. Lasciate il diaframma inserito per almeno 6/8 ore dopo il rapporto sessuale in modo da eliminare tutti gli spermatozoi, lo si può tenere inserito fino a 24 ore. Se avete un altro rapporto dopo 3 ore dovrete aggiungere altra gelatina con un applicatore, aggiungetela all’esterno del diaframma lasciando il diaframma in loco.

Manutenzione e durata del prodotto

Lavate il diaframma con sapone neutro e acqua tiepida, risciacquatelo e asciugatelo accuratamente e riponetelo in un contenitore al riparo dalla luce. Non bollitelo. Controllate che non ci siano buchi guardandolo alla luce e tirando bene la calotta. Fatevi controllare la misura del diaframma ogni anno circa durante la visita ginecologica. Potreste avere bisogno di una nuova misura se perdete o acquistate più di 5 chili e dopo una gravidanza o un aborto. Il diaframma durerà anni se tenuto con cura.

Vantaggi

Nessun effetto collaterale o pericolo per la salute. Molto efficace se usato bene. Il diaframma va benissimo se volete avere rapporti sessuali durante le mestruazioni e non volete che il flusso mestruale complichi le cose infatti può contenere per alcune ore il sangue mestruale. Usare il diaframma può essere un modo per conoscere meglio il proprio corpo; se non avete familiarità con la vostra vagina, l’uso del diaframma vi aiuterà a capire com’è fatta.  A lungo andare più sarete a contatto col vostro corpo più godrete del rapporto sessuale. Inoltre il diaframma è un metodo sostenibile dal punto di vista ecologico.

Svantaggi

Va applicato poco prima del rapporto sessuale. Se voi e il vostro compagno pensate che il sesso debba essere assolutamente spontaneo, vi sembrerà un disturbo. Dovete ricordarvi di usarlo ogni volta, essere certe di non dimenticarvi di applicare lo spermicida ed essere sicure di averlo con voi quando ne avete bisogno.

Responsabilità

E’ la donna che si reca dal medico o in consultorio per iniziare ad usare il diaframma. In seguito la responsabilità può essere condivisa con il partner sebbene molte donne l’assumano interamente.

C.E.D. Centro Educazione Demografica Via Amedei 13 , 20123 Milano    www.consultorioced.it

Tel. 02 8057835 – 02 8690078     Mail: ced@cedassociazione.it13

Data creazione documento: 12/03/2019

Mangiare in modo sano? Impariamolo con le fiabe

Educazione alimentare di bambini e adolescenti. Suggerimenti educativi nel libro di Teresa Denise Spagnoli. Le fiabe per imparare a mangiare in modo sano. Un aiuto per grandi e piccini, editore Le Comete Franco Angeli

Con Homus dieteticus abbiamo gettato uno sguardo nel mondo degli adulti. Ora proviamo immedesimarci nel mondo dei piccoli e degli adolescenti con questo libro di Teresa Denise Spagnoli (*).

Per una educazione alimentare piacevole

Come possiamo aiutare genitori, nonni a trasmettere una educazione alimentare sana, equilibrata? Come contrastare la pubblicità martellante di merendine, chips, bibite gasate senza inculcare l’ossessione delle calorie? Come rendere piacevole l’esperienza del cibo  attraverso un rapporto sensoriale, gustativo, esente da eccessi, coerente con le necessità nutrizionali e la salute? Queste sono alcune delle domande alle quali Teresa Denise Spagnoli cerca di rispondere in modo creativo ma rigorosamente scientifico.

Non è facile cambiare una abitudine alimentare, introdurre regole alimentari che possono contrastare la seduzione di bevande o cibi trendy, molti dei quali fungono da passepartout sociale sia per adulti che bambini.  Un esempio per tutti/tutte: le patatine fritte o le caramelle.

Il libro ha come obiettivo quello di fornire dei suggerimenti educativi alle famiglie che vogliono  trasmettere ai loro figli una alimentazione sana senza che questo diventi un elemento ossessivo del vivere quotidiano. Con il supporto di fiabe, tradizionali e non, l’autrice informa sui fondamenti nutrizionali che sono alla base di una sana alimentazione. Una delle principali motivazioni alla divulgazione di una alimentazione equilibrata proviene dai molti studi sull’educazione alimentare che evidenziano come una non corretta alimentazione influenzi negativamente i livelli di attenzione di alunni/alunne. Ma anche come una inappropriata ripartizione di energia nei diversi pasti, o  un apporto insufficiente di vitamine, sali minerali o alimenti poveri di nutrimenti protettivi possano avere un impatto non positivo sulla salute di bambini / bambine e per questo  come sia fondamentale attivare fin dall’infanzia una educazione alimentare sana e equilibrata.

Perché la fiaba?

La scelta è frutto dell’esperienza dell’autrice sul campo dell’educazione alimentare(*). La fiaba – spiega – è una narrazione di immediata comprensione per i nostri giovani ascoltatori.  Essa offre  grosse potenzialità in ambito relazionale e cognitivo specialmente se letta ad alta voce, Genitori ed educatori sono guidati a riscoprirne le potenzialità.

Leggere fiabe ad alta voce permette al bambino dal punto di vista relazionale di condividere emozioni e rafforzare il proprio legame con l’adulto e dal punto di vista cognitivo d’apprendere il lessico famigliare. Apprendendo il linguaggio dei genitori il bambino inizia ad comprendere la forma e la struttura di un testo trovandosi poi agevolato nell’apprendimento della lettura e della scrittura (ricerca dell’American Accademy of Pedriatries 2014).

Inoltre  la fiaba offre la possibilità di sviluppare la capacità di risolvere problemi. Le storie tradizionali pongono problemi (l’eore/eroina hanno sempre un compito da portare a temine), risolvono problemi (con aiutanti, pozioni, bacchette magiche) e vedono l’eroe/eroina protagonisti della soluzione. Una fiaba presenta sempre un contesto di equilibrio che viene interrotto da un incidente,  si causa una situazione di crisi che proietta l’ero/ l’eroina  in un contesto non conosciuto dove viene messo alla prova. Alla fine del racconto un nuovo equilibrio viene conquistato e il nostro eroe/ eroina scopre in se abilità che non pensava di possedere o ritorna a casa con nuove scoperte. Scrive Teresa Denise Spagnoli che i racconti più efficaci sono quelli che contendono messaggi positivi e che  hanno un lieto fine.

La fiaba offre la possibilità d’ esprimere un conflitto veicolando l’opportunità di una soluzione efficace per il/la protagonista. E’ questo il potenziale nascosto che ci permette di utilizzarle per affrontare insieme ai nostri bambini/e il loro rapporto con il cibo, le loro esplorazioni rispetto al gusto e l’orientamento alimentare

Fate vitamine e fame da orsi

Teresa Denise Spagnoli ci dice che le fiabe più utili per educare i bambini, ad una sana alimentazione, sono quelle che contengono messaggi positivi collegati al cibo: “per esempio il protagonista mangiando un cibo sano cresce, libera un castello da un incantesimo”.

Attraverso la fiaba l’autrice affronta i temi fondamentali di una sana alimentazione e suggerimenti per una corretta distribuzione dei pasti durante la giornata. Nell’incontro con le fate vitamine imparo a sperimentare nuovi sapori. In “colazioni da fiaba” con Aurora esploro il regno del ghiaccio, in una fame da orso faccio la conoscenza di una palla di pelo, senza per questo dimenticare Dorino e lo scrigno dei ricordi perduti o il gran Ballo di mezza estate.

Ciascun capitolo offre tappe di un percorso che, a partire dalle evidenze scientifiche, conduce il lettore ad apprendere gli strumenti per impiegare al meglio le fiabe e sviluppare, attraverso il coinvolgimento, una equilibrata nutrizione nei bambini e negli adolescenti. Ogni capitolo è corredato da una scheda per bambini collegata alla fiaba, letta e condivisa, una scheda per educatori (per rielaborare le fiabe) e una scheda mamma/papà, nonni con molti consigli pratici  per riuscire a mettere in pratica le indicazioni nutrizionali del libro.

Consigli di lettura

Per chi  vuole approfondire mondo della fiaba
•       Morfologia della fiaba Vladimir Propp ed. Einaudi
•       Il mondo Incantato Bruno Bettelheim  ed. Feltrinelli
•       Le Fiabe Italiane Italo Calvino ed. Mondori
•       Fiabe Grimm. J.- Grimm. W ed. Einaudi

Per chi ha curiosità in campo nutrizionale
•       Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, Tabelle di composizione degli alimenti Edizioni EDRA 2000
•       Cura delle malattie con ortaggi frutta e cereali Jean Valnet  ed AldoMartello- Giunti
•       Mangiare Meditterraneo Alimentazione biologica e cucina energetica Giulia Fulghesu ed tecniche nuove

Per gli amanti dei racconti culinari un piccolo assaggio
•       Estasi culinarie Muriel Barbery ed tascabili e/o
•       Ratatouille https://www.youtube.com/watch?v=ujmOP4_k7-Q

*Teresa Denise Spagnoli, dirigente medico del Servizio Sanitario Nazionale in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica, si occupa da anni dell’educazione alimentare dei bambini. Per il lavoro di ricerca, svolto nell’ambito della Nutrizione e dell’Alimentazione, ha ricevuto nel 2011 il “Premio Professionista della Nutrizione” al 5° Forum Internazionale di Nutrizione Pratica.
Cesare Lo Monaco (César), ‘autore dei disegni, è illustratore, fumettista e umorista, presente nel Dizionario degli Illustratori contemporanei www.cesarlomonaco.it

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La visita andrologica

Uomini e salute sessuale. Gli uomini danno troppo spesso per scontato che “tutto funzioni”. La cultura della salute riproduttiva trova le donne molto più sensibili dei loro compagni. Questo documento del Ced illustra in modo chiaro e diretto perché è importante la visita andrologica per i ragazzi, per gli uomini in età adulta e nella terza età.

PERCHÈ LA VISITA ANDROLOGICA NEI RAGAZZI?

Oggi l’assenza di un’educazione continua e specifica per i nostri figli e l’abolizione della visita di leva, rendono i nostri futuri uomini a rischio di crescere senza una adeguata conoscenza del proprio apparato genitale e quindi della propria salute sessuale e riproduttiva.

Esistono, in età giovane, patologie come il varicocele e le infezioni delle vie seminali che molto spesso sono asintomatiche e quindi involontariamente trascurate. Il riscontro precoce di tali patologie permette, attraverso una risoluzione tempestiva, di prevenire eventuali danni ai testicoli e ai canali dello sperma, preservando una buona fertilità.

Altrettanto importanti sono le patologie dell’anatomia del pene, come la fimosi e il frenulo breve, che abbastanza frequentemente sono causa di dolore durante i primi rapporti. Argomento a parte che può interessare ragazzi e adulti è l’infezione da HPV, più comunemente conosciuta come condilomatosi genitale, diagnosticabile semplicemente mediante una procedura esterna, indolore, chiamata peniscopia.

PERCHÈ LA VISITA ANDROLOGICA NELL’ ETÀ ADULTA?

Non esistono statistiche e dati ufficiali, ma è certo che negli ultimi anni si è assistito ad un incremento dei casi di infertilità maschile.

Le cause? Molteplici e di diversa natura. Da quelle strettamente mediche, come malattie dell’apparato genitale (il varicocele e le ostruzioni delle vie seminali secondarie ad infezioni trascurate) a quelle sociali. Non mancano infatti le ipotesi, peraltro non ancora scientificamente dimostrate, che incriminano gli inquinanti ambientali come responsabili di molti casi di infertilità maschile.

Da non dimenticare è il fattore età, visto che sono sempre di più le coppie che cercano il primo figlio dopo i 30-35 anni.

Esistono per contro uomini che, per motivi diversi e personali, sono interessati alla vasectomia, che è a tutt’oggi l’unico metodo di contraccezione maschile (in teoria quasi sempre reversibile attraverso un intervento microchirurgico) che garantisce la sterilità nell’arco di 30-40 giorni dall’intervento. Tale procedura è eseguibile ambulatorialmente, in anestesia locale, non necessita di astensione dalle attività quotidiane e non ha alcuna ripercussione sulla funzione sessuale. E’ da ricordare che la vasectomia non è eseguibile con l’ SSN.

Altri problemi come la disfunzione erettiva o l’eiaculazione precoce sono molto più frequenti di quanto si pensi. Oggi siamo in possesso di tutti i mezzi per risolverli (psicosessuologici, farmacologici e chirurgici) e non ha più senso rinviarne la cura, con il rischio di compromettere le relazioni di coppia e talvolta anche quelle lavorative solo perché prestazioni sessuali non brillanti ci hanno resi timorosi di fallire ancora, e quindi insicuri e sfiduciati. Lo stress causato dagli orari impossibili, dai problemi economici e lavorativi sono sempre più spesso causa di disfunzione erettiva, ma non va trascurato il fatto che possano esistere cause organiche (cioè di salute generale) che possono manifestarsi con un disturbo della funzione sessuale.

PERCHÈ LA VISITA ANDROLOGICA NELLA TERZA ETÀ?

E’ ormai ampiamente noto che in tutti gli uomini, a partire dai 40-45 anni, si verifica un lento ingrossamento della prostata.

L’ipertrofia prostatica, cioè l’aumento delle dimensioni della ghiandola, è un processo benigno che avviene naturalmente con l’invecchiamento. E’ però dai 50 anni in poi che si rende necessaria una prima valutazione clinica, basata fondamentalmente sulla palpazione della prostata mediante esplorazione rettale, sull’ecotomografia transrettale e sul dosaggio nel sangue del PSA (antigene prostatico specifico).

Queste indagini permettono inoltre di diagnosticare prostatiti molto spesso asintomatiche. Dal punto di vista oncologico tali esami consentono di identificare tumori maligni in fase iniziale; ciò si traduce in una più ampia possibilità di scelte terapeutiche e soprattutto in una prognosi migliore.

Andrologia perché (file in .pdf)

Immagine:
Angello Lopez

Vasectomia e sterilizzazione maschile volontaria

Con la vasectomia si ottiene la sterilizzazione maschile, cioè una forma di contraccezione permanente e irreversibile. Dove farla, quanto costa, perché non è accessibile nel sistema sanitario nazionale e altre informazioni utili.

Che cos’è la vasectomia e come viene fatta

È un intervento ambulatoriale effettuato dall’urologo in anestesia locale. Dura dai 10 ai 30 minuti. Consiste nella legatura e interruzione dei canali che portano gli spermatozoi nel liquido seminale, chiamati dotti deferenti.

Gli spermatozoi, infatti, sono creati nei testicoli. Durante l’orgasmo sessuale percorrono i dotti deferenti e si mescolano con lo sperma, prodotto da una ghiandola che sta sotto la prostata. Se durante il coito uno degli spermatozoi incontra l’ovulo femminile, può avvenire la fecondazione: in questo caso i due gameti (spermatozoo e ovulo) si uniscono a formare una nuova cellula, che diventerà embrione. La vasectomia serve dunque ad impedire la fecondazione.

A seconda della tecnica, viene utilizzato un bisturi o un ago. La tecnica con ago si chiama no scalpel vasectomy e in Italia è poco conosciuta e dunque poco utilizzata.

Nella tecnica con bisturi, il dottore fa uno o due piccoli tagli nella pelle dello scroto attraverso cui sono isolati i dotti deferenti. Il dottore li taglia e da ciascuno rimuove un pezzetto. Le punte tagliate vengono legate. Le ferite dello scroto sono poi suturate con punti riassorbibili che di solito si sciolgono entro una settimana.

Posto che la percezione del dolore è soggettiva, gli uomini che hanno fatto la vasectomia con modalità chirurgica riferiscono una sensazione simile o minore a quella di una operazione dal dentista. Dopo l’operazione rimane per qualche giorno un piccolo livido e un lieve indolenzimento.

vasectomia

Dopo l’operazione

Viene prescritto un antibiotico. Entro una settimana, generalmente, i punti sono riassorbiti e la parte dove c’era la ferita torna alla normalità. Si consiglia di stare a riposo per almeno un giorno ed evitare sforzi fisici per una settimana.

Sarò subito sterile?

No, ci vogliono dai 2 ai 4 mesi di tempo ed una serie di eiaculazioni perché lo sperma sia effettivamente privo di spermatozoi attivi. Per questo è necessario verificare l’assenza di spermatozoi attraverso uno spermiogramma (esame dello sperma). Fino a quel momento, dovrete usare un altro contraccettivo se volete essere sicuri di evitare la fecondazione.

Continuerò ad avere erezione, orgasmo ed eiaculazione dopo la vasectomia?

Sì, da questo punto di vista non ci sono cambiamenti.

La vasectomia è reversibile?

La vasectomia ha lo scopo di rendere sterile l’uomo. Ricanalizzare i dotti deferenti con una nuova operazione è un intervento difficile e con scarse possibilità di successo. Se eseguita nel modo corretto, la percentuale di fallimento è lo 0,2%.

E se poi mi pento?

La sterilizzazione è una scelta che richiede una profonda riflessione, come avviene per tutte le scelte irreversibili (anche quella di avere figli lo è). Se maturata in consapevolezza difficilmente una scelta esistenziale porta con sé rimpianti, ma nessuno può mettervi al riparo da questo rischio.

La sterilizzazione volontaria è legale?

Nessuna legge vieta la vasectomia e nessuna legge la regolamenta in modo specifico. La risposta esatta a questa domanda è che la sterilizzazione volontaria non è punibile.

Il divieto alla sterilizzazione è stato eliminato dalla legge 194 del 1978, la legge sulla interruzione volontaria di gravidanza, che ha abolito il Titolo 10 del Codice penale intitolato Dei delitti contro la integrità e la sanità della stirpe.

Nel 1982 alcuni medici che facevano sterilizzazioni, tra cui Giorgio Conciani, sono stati incriminati per il reato di lesione grave permanente. Con la legge 194 veniva a cadere la norma specifica che vietava la sterilizzazione e così si tornava nella norma generale (art. 5 codice civile): questa la sostanza dell’accusa dei magistrati. Ciò che prima veniva punito con la reclusione massima di 3 anni, sarebbe stato punito con la reclusione massima di 12 anni.

Nel 1987 la Suprema Corte di Cassazione (Cass. Pen. Sez. V, 18 Marzo 1987, n. 438, n. 15258/85 del Registro Generale) con la cosiddetta “sentenza Conciani” ha stabilito invece che la sterilizzazione consenziente non viola il codice penale. Ha invitato il Parlamento a regolamentare, cosa che non è mai stata fatta.

Posso sterilizzarmi nel sistema sanitario pubblico?

Non siamo a conoscenza di strutture pubbliche che pratichino la sterilizzazione volontaria maschile senza restrizioni (come ad esempio l’età, avere già figli, etc.). Le strutture pubbliche la offrono (non sempre) a certe condizioni che variano non solo tra una Regione e l’altra, ma anche all’interno della stessa Regione.

Non esistono linee guida nazionali. La sanità pubblica è organizzata su base regionale, quindi dipende dalle singole Regioni istituzionalizzare i percorsi di accesso alla vasectomia negli ambulatori e ospedali pubblici o convenzionati. Nessuna lo ha fatto.

A ciascuna prestazione erogata dal sistema sanitario deve corrispondere un tariffario (DRG) definito dalla Regione. Il DRG è un indicatore di spesa nel nomenclatore tariffario regionale. In quasi tutte le Regioni italiane la vasectomia è prevista solo per casi specifici che hanno un profilo di rischio, cioè quando siano rilevate patologie.

In Lombardia esiste un DRG per “sterilizzazione maschile”, quindi la possibilità è prevista. Il percorso, però, è variabile a seconda della ASST di riferimento. Alcune ASST prevedono, oltre alla visita preliminare con l’urologo, una visita psicologica e una psichiatrica, per poi tornare dall’urologo per l’operazione. I siti istituzionali della Regione Lombardia non offrono indicazioni nel merito.

Un urologo mi ha detto di essere obiettore di coscienza

Non esiste questa possibilità per gli urologi

Quanto costa nel sistema sanitario pubblico?

In Lombardia costa circa 500 €, più le visite preliminari.

Quanto costa nella sanità privata?

Il costo varia dai 500 € ai 6000 €. La differenza di costo non è in alcun modo giustificata da differenze nel servizio o nella qualità dell’operazione. Si tratta di pura speculazione commerciale. Un buon servizio si può avere già con 500 €.

Perché costa così tanto?

Difficile rispondere a questa domanda se non prendendo in considerazione il contesto italiano, in cui questa tecnica non è insegnata nei corsi di specializzazione per urologia, non è considerata dai siti istituzionali di orientamento sanitario, non è definita da percorsi sanitari regionali. Avvolta da un’aura di mistero e di presunta non liceità, viene venduta a caro prezzo.

In Francia, per esempio, la vasectomia a scopo di sterilizzazione volontaria è rimborsata dal Sistema sanitario nazionale e costa 68 €.

Posso andare da qualsiasi urologo?

Non tutti gli urologi sono preparati su questa tecnica. Sia perché non viene fatta una formazione specifica nei percorsi di specializzazione sia perché, come accade per tutte le operazioni chirurgiche, anche questa è una tecnica che si apprende praticandola.

Ho scelto di sterilizzarmi ma non trovo informazioni

In Italia l’argomento è quasi tabù. Non esistono pagine su siti istituzionali dedicati all’argomento né dal punto di vista medico né di quello di orientamento ai servizi. Il sito della Società italiana di urologia non dà informazioni.

Nei paesi anglosassoni la vasectomia è più diffusa. Negli Stati Uniti l’ha scelta il 6,8% degli uomini fra i 15 e i 44 anni, in Inghilterra il 21% degli uomini fra i 16 e i 49 anni. In Europa, è la Spagna il paese in cui vi si ricorre con più frequenza: il 7,2% (dati riferiti al periodo 2008-2014, fonte Nazioni Unite).

Per ulteriori informazioni, contattaci

Potete telefonare o scrivere ai contatti dei consultori privati laici oppure scrivere un commento qui (attenzione: le risposte pubblicate sul sito non sostituiscono un consulto medico)

Hai una testimonianza o informazioni utili da condividere?

Ti invitiamo a lasciare il tuo commento su questo articolo.


Esperti interpellati per la redazione di questa scheda:

Carlo Bernabei (medico legale), Marco Firmo (andrologo Aied Brescia), Anna Fracassi (ostetrica), Mario Puiatti (presidente nazionale Aied), Pietro Puzzi (ginecologo, Comitato contraccezione gratuita e consapevole), Rosanna Sestito (ostetrica), Fabrizio Scroppo (Società italiana di urologia), Massimo Srebot (ginecologo primario dell’Ospedale di Pontedera e Volterra).

Bibliografia e siti web

Qualche indirizzo

Le seguenti strutture private ci sono state segnalate da uomini che si sono sottoposti a sterilizzazione volontaria in Lombardia. In queste sedi non sono previste limitazioni (avere una certa età, essere padri, avere il consenso della partner) e il costo dell’operazione è inferiore ai 600 euro.