Rita Charon, una delle maggiori studiose di Medicina Narrativa (vedi anche “Che cos’è la medicina narrativa?” e “Malattia come opportunità?“) propone l’utilizzo di una cartella parallela. Si tratta di uno strumento complementare alla cartella clinica, il tradizionale documento che accompagna il/la paziente nel suo iter di cura.

La cartella clinica

La cartella clinica è uno strumento di lavoro fondamentale perché permette il passaggio di conoscenze e informazioni sullo stato di salute del/la paziente, principalmente concentrata sui dati biomedici. Costituisce anche l’atto attraverso cui avviene il rimborso del ricovero sanitario.

La cartella parallela

La cartella parallela è uno spazio complementare che raccoglie sia il modo di vivere, di pensare del paziente preso in carico ma anche le sensazioni, impressioni, reazioni, riflessione del medico. Per questo è uno spazio di scrittura “integrativa”.

La cartella parallela è solitamente una pagina bianca, uno spazio di scrittura dove il curante (Medico) scrive le sue impressioni evocate dal paziente, e anche i fatti, non solo quelli clinici, ma anche le vicende umane del paziente, del contesto organizzativo (es. reparto), la rete sociale, famigliare.

E’ uno strumento che pone l’attenzione sull’esperienza del medico che si trova, attraverso annotazioni scritte, a “mettere a nudo” il vissuto sia nel proprio contesto lavorativo che nelle dinamiche di comunicazione ed interazione agite nella relazione con il paziente.

Nella cartella parallela si scrive in lingua corrente ciò che la relazione col paziente provoca nel medico utilizzando qualsiasi mezzo linguistico: metafore, brevi flash, o annotazioni per descrivere e prendere nota dell’impatto del paziente sul medico.

Non è uno scritto intimo ma è una scrittura che parlando degli impatti del paziente sulla relazione medico/paziente può raccontare di sé (Medico), di quelle parti che entrano in gioco al di là del ruolo funzionale. Con ogni paziente entra in gioco un sé differente e differenti parti di noi. E’ la relazione che intercorre tra medico e paziente che diventa guida dell’esperienza di diagnosi o di cura.

A cosa serve la cartella parallela

La cartella parallela aiuta ad essere centrati sul paziente e consente di tenere conto del suo desiderio di condividere le informazioni e decisioni. Essa  offre l’opportunità  d’esplorare l’esperienza  della malattia non solo dal punto di vista della diagnosi ma anche dal punto di vista del paziente, trovare un terreno  comune tra medico e paziente  (partnership) nella definizione del percorso di cura.  La cartella parallela  consente di mettere a fuoco problemi, priorità, obiettivi, i rispettivi  ruoli, comprendere  la persona nella sua totalità (incluse le sue emozioni ) e il suo contesto  (la famiglia  e gli effetti che la malattia ha sulla sua vita). Inoltre permette di raccogliere  le idee del paziente a proposito del problema e le  sue sensazioni, di ascoltare che cosa  si aspetta dalla visita medica e quali informazioni desidera.

La funzione della cartella parallela nel colloquio diagnostico

•      Nel colloquio diagnostico le narrazioni  che si possono ascoltare e sintetizzare costituiscono la forma entro cui il paziente sperimenta e descrive il proprio malessere

•      un interscambio relazionale favorisce l’empatia e la comprensione tra medico paziente

•      permette la costruzione di significati

•      fornisce utili indizi e classificazioni

•      può fornire informazione, elementi di confronto e presa di consapevolezza tra gli operatori di un team di cura

Quale è la funzione della Cartella Parallela nell’interazione tra paziente e  professionisti

•      lo scambio di narrazioni agevola il ricordo di passaggi complessi

•      da voce all’esperienza

•      potenzia la riflessione

Le narrazioni scritte all’interno della cartella parallela possono quindi diventare uno strumento di presa di consapevolezza più ampio, con ogni paziente entrano in gioco  fattori relazionali e variabili differenti che stimolano modalità  relazionali diverse; più è costante l’utilizzo della cartella parallela, maggiori sono gli aspetti che possono emergere inerenti alle modalità di comunicazione agite, da quelli più contestualizzati ad una specifica relazione di cura, ad elementi di riflessione e presa di consapevolezza relativi ai propri atteggiamenti.

Libri sulla medicina narrativa

Charon R., Narrative medicine: honoring the stories of illness, Oxford University Press, 2006

Charon R., Narrative Medicine. A model for Empathy, Reflection, Profession, and Trust, American Medical Association, 2001

[PDF] 2001 Narrative http://www.cnopus.it/file/assistenza2014/chesi_mednar.pdf

Marina Mariani

 

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Marina Mariani

Marina Mariani – Formatrice, counselor esperta di metodi biografici e narrativi in ambito organizzativo e di medicina narrativa in particolare in ambito salute riproduttiva e oncologico.