Obiezione di coscienza e interruzione volontaria di gravidanza. Se ne discute a Milano e Roma in due convegni che affrontano il tema dal punto l’uno dal punto di vista delle donne e l’altro dal punto di vista di quei medici che, a differenza degli obiettori di coscienza, non rifiutano le cure.

A Milano il titolo del convegno del 9 marzo “Legge 194: cosa vogliono le donne” rimanda non solo all’analisi del presente ma anche a proposte di intervento indirizzate alla politica. Durante il convegno sarà infatti presentato un manifesto propositivo.

A Roma, nell’aula magna dell’ospedale Forlanini, si svolge l’8 e il 9 marzo il

II convegno nazionale di LAIGA

l’associazione dei ginecologi e degli operatori sanitari impegnati per l’applicazione della legge 194.

Medici che rifiutano la definizione di “non obiettori”. Con questa definizione vengono indicati gli operatori che prendono in prima persona un impegno di cura.

Un impegno di cura che gli altri, gli “obiettori”, “rifiutano di assumersi”. E’ questa la deuncia dei medici associati nella Laiga, che affermano che quella di “non obiettori” è una “definizione fuorviante, confondente, che parte dall’assunto che l’obiezione di coscienza sia la normalità, e che ipocritamente ignora l’uso strumentale che se ne fa.”

I ginecologi e le ginecologhe di LAIGA vogliono affermare e testimoniare il loro continuo impegno per la salute riproduttiva, in cui si inserisce a pieno titolo la battaglia per la difesa della legge 194. Sottolineano che

“questo impegno avviene in un clima di forte attacco alle libertà della persona, in particolare sui temi cosiddetti “etici”, che riguardano la possibilità di decidere sulla propria vita e la propria salute”.

e denunciano anche che

l’applicazione della legge è limitata, se non ostacolata apertamente, da posizioni etiche e politiche dominanti che ignorano con arroganza le evidenze scientifiche e le esperienze fatte negli altri paesi del mondo.

Nei due giorni del Convegno, tra i cui relatori figurano personalità importanti della comunità scientifica europea, si parlerà di prevenzione e trattamento delle gravidanze indesiderate, di interruzione volontaria della gravidanza medica e chirurgica, di IVG terapeutica, ma anche di  bioetica, argomento spesso utilizzato per cristallizzare e paralizzare la discussione in questo campo

 Come le associazioni che promuovono il convegno a Milano (Usciamo dal silenzio, Libera università delle donne, Consultori privati laici), anche gli operatori di LAIGA hanno delle proposte, che intendono portare  sul tavolo del prossimo Ministro della Salute e degli assessori alla sanità delle varie amministrazioni regionali.

Programma Laiga 2013 (pdf)

Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa LAIGA www.laiga.it  – info@laiga.it

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