INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA

informazioni a cura dei consultori privati laici della Lombardia

1 – Come si calcolano i giorni di gravidanza?

Si calcolano partendo dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Il medico non è in grado di accertare con esattezza la data del concepimento ma solo con un margine di approssimazione, perché non si sa esattamente quando avvenga l’ovulazione.

2 – Hai avuto un rapporto non protetto. Come fai a sapere se sei rimasta incinta?

Per accertare la presenza della gravidanza sono disponibili questi esami:

  • test di gravidanza sulle urine dopo 10/15 giorni dall’ultimo rapporto. Nota bene: l’esame delle urine non rileva la gravidanza prima che siano trascorsi 10-15 giorni dalla data del concepimento. Un’ecografia non può rilevare la gravidanza prima che siano trascorse circa 5/6 settimane (calcolando sempre il primo giorno dell’ultima mestruazione).
  • esame del sangue che misura il dosaggio delle Beta HCG (ormone della gravidanza) nel sangue. Questo esame può essere fatto dopo 7/8 giorni dal rapporto a rischio.

3 – Come si ottiene il “certificato” per l’interruzione di gravidanza?

Devi recarti da un medico (medico di base, ginecologo/a, un consultorio, o qualunque medico). Assicurati prima che non sia obiettore/obiettrice di coscienza. Il medico prende atto sia del tuo stato di gravidanza che della tua volontà di interromperla e lo scrive su un certificato che permette di accedere all’ospedale per prenotare l’intervento.

La legge prevede 7 giorni di riflessione tra il rilascio del certificato e la possibilità di eseguire l’intervento. Nel corso di questi 7 giorni puoi andare in ospedale e prendere appuntamento per l’intervento.

Un ripensamento può comunque avvenire può avvenire in qualsiasi momento.

4 – Dopo i sette giorni dal rilascio del certificato, l’intervento ha carattere di urgenza?

Ogni ospedale pubblico è obbligato a darti assistenza, cioè a farti fare o l’operazione (aborto chirurgico) o ad avviare le pratiche per la somministrazione della RU486 (aborto medico o farmacologico).

Se l’ospedale ti nega la possibilità di abortire o di scegliere come abortire (negandoti la possibilità dell’aborto farmacologico) sta compiendo una illegalità e puoi denunciare l’ospedale per lesione del tuo diritto alla salute. Se vuoi segnalare il caso scrivici.

5 – Liste d’attesa

In tutti gli ospedali esistono delle liste di attesa che vanno da 8 a 30 gg. Dopo aver ottenuto il certificato, è meglio recarsi subito in ospedale per prenotare l’intervento, dove verrà espletato. In molti ospedali milanesi esiste un numero chiuso per accettare le donne, diverso per ogni struttura. Si dà la precedenza alle donne con gravidanze in epoca più avanzata.

6 – Hai tre mesi di tempo (90 giorni) per interrompere la gravidanza con il metodo chirurgico.

Puoi interrompere la gravidanza entro i primi 90 giorni dal primo giorno dell’ultima mestruazione, senza dover chiedere il permesso né dimostrare che proseguire la gravidanza comporta un pericolo per la tua salute fisica o psichica.

7- Come funziona l’aborto chirurgico?

L’intervento chirurgico comporta un ricovero in day hospital. Si entra la mattina presto e si viene dimesse nel pomeriggio dello stesso giorno.

Può essere eseguito in anestesia locale o generale; in quest’ultimo caso si tratta di un’anestesia che non richiede intubazione ma semplice assistenza con mascherina.

Si procede quindi alla dilatazione del collo dell’utero sino a poter accedere alla cavità uterina con una cannula a bordo smusso che, collegata ad un sistema che crea pressione negativa (apirazione), viene delicatamente passata su tutte le pareti della cavità aspirando il materiale presente.

Tempo complessivo dell’intervento tra anestesia e aspirazione 10 minuti circa.

NB. E’ possibile chiedere l’inserimento della spirale (IUD) dopo durante l’intervento. Per quanto riguarda la città di Milano, attualmente è possibile solo per le donne che effettuano IVG presso l’ospedale S. Carlo.

8 – Hai 49 giorni di tempo per interrompere la gravidanza con il metodo farmacologico

I giorni si calcolano a partire dal primo dell’ultima mestruazione.

La procedura per l’aborto farmacologico prevede il ricovero di tre giorni in ospedale, ma puoi firmare la liberatoria e tornare in day hospital solo per il terzo giorno, nel quale viene somministrata la seconda di due pillole necessarie, che provoca l’espulsione del feto.

Nessun ospedale ti può negare di interrompere la gravidanza con il metodo farmacologico, se sei nei tempi prescritti. Ogni ostacolo in questo senso è una violazione del tuo diritto alla salute.

9 – Come funziona l’aborto farmacologico?

E’ previsto un ricovero di 3 giorni (in Lombardia) se la donna non firma una liberatoria per uscire dopo la somministrazione. Il primo giorno il personale medico ti somministra il mifegyne (mifepristone) in un’unica dose per via orale. Il farmaco provoca il distacco dell’embrione, la diminuzione del livello di Beta HCG, la dilatazione e ammorbidimento della cervice uterina. Due giorni dopo, sempre in ambiente ospedaliero, assumerai altre compresse che contengono prostaglandine, per favorire l’espulsione dei tessuti embrionali.

Circa due settimane dopo aver assunto le prostaglandine devi effettuare una visita di controllo per verificare l’avvenuta e completa espulsione del prodotto del concepimento e dei suoi annessi.

Attenzione! Non utilizzare in nessun caso farmaci abortivi senza controllo medico!

10 – Se vuoi interrompere la gravidanza dopo il terzo mese (90 giorni)

Per interrompere la gravidanza dopo i primi 90 giorni dalla data del concepimento (calcolando sempre dal primo giorno dell’ultima mestruazione) è necessaria una dichiarazione di un medico specialista che riferisca la patologia della donna o del nascituro, oppure di uno psicologo/psichiatra nel caso in cui la sofferenza collegata alla prosecuzione della gravidanza sia di tipo psicologico. L’aborto dopo il terzo mese è definito dalla legge “terapeutico”.

Nella maggioranza dei casi, l’aborto terapeutico è dovuto al rilevamento di gravi malformazioni fetali, “che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna” (art. 6 legge 194/78).

In Italia potresti incontrare molte difficoltà e ostacoli nell’attuazione dell’aborto terapeutico, benché ricevere assistenza e poter attuare l’interruzione della gravidanza sia un tuo diritto.

11 – Se sei minorenne

Se hai meno di diciotto anni, per l’IVG è necessario l’assenso di tutte e due i genitori, se hanno la patria potestà congiunta, o dell’unico genitore che ha la patria potestà esclusiva.

Se viene a mancare il consenso di entrambi i genitori puoi ricorrere al giudice tutelare che dia parere favorevole all’interruzione della gravidanza da te richiesta (ad esempio, se vuoi interrompere la gravidanza ma non vuoi dirlo ai tuoi genitori, oppure non vuoi dirlo a uno dei due). In questo caso devi recarti in cosultorio che, oltre al certificato (v. punto 3), ti rilascia una relazione con i motivi della tua richiesta, da presentare al giudice.

Infatti la legge stabilisce che nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso, il consultorio o la struttura socio-sanitaria rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione al giudice tutelare del luogo in cui esso opera.

Con questi documenti devi recarti presso la Procura del tribunale in cui opera chi rilascia il certificato. Il giudice tutelare può autorizzarti a effettuare l’interruzione della gravidanza. L’atto del giudice tutelare non è soggetto a reclamo.

12 – Posso chiedere l’interruzione di gravidanza in un ospedale privato convenzionato?

In Lombardia gli ospedali privati convenzionati non praticano interruzioni di gravidanza anche se la legge 194 lo consente. Una legge (DRG Deliberazione Regione Lombardia n. 2594 dell’11 dicembre 2000) prevede “l’obiezione di coscienza di struttura”. Grandi ospedali come, ad esempio, l’Humanitas di Rozzano, non praticano le IVG perché tutti i medici sono obiettori.

13 – L’intervento è a pagamento?

No. Sia l’intervento che la somministrazione della RU486 sono gratuiti per tutte, comunitarie ed extracomunitarie. Le comunitarie senza assistenza sanitaria nel proprio Paese (bulgare e rumene) devono ottenere un codice CSCS (Comunitario Senza Copertura Sanitaria), di pertinenza dell’Asl: vi consigliamo in questo caso di andare al consultorio pubblico.

13 – No all’interrogatorio, sì all’ascolto

Nessuno ha il diritto di interrogarti riguardo alla tua scelta. Ma tu hai il diritto di essere ascoltata, nei modi e nei tempi che senti appropriati. In consultorio puoi trovare la persona adatta per avere un colloquio di approfondimento delle motivazioni e di informazione, come previsto dalla legge.

La decisione finale spetta comunque sempre alla donna, nessuno può contrastare la sua volontà.

DOMANDE E RISPOSTE INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA (SCARICA IL PDF)

Redazione testo a cura di AIED, CED, CEMP, CPD (E. Cirant, C. Fallanca, D. Fantini, S. Mantegazza, M. Mariani, A. Repossi, P. Biraghi, F. Sibilio)

 

 

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